La "fatica" poi chi la fa?



Spesso mi affiorano pensieri poco edificanti verso me stessa, in parole povere, autostima zero…
Mi è sempre pesato sentirmi ignorante, priva di un’istruzione universitaria, o almeno con uno straccio di diploma, invece sono una zucca ignorante. Nel senso che ignoro molte cose di cultura generale, sono costretta ad arrangiarmi molto nella situazione in cui necessiterebbe un po’ più di preparazione. Mi sono ripetuta per molto tempo che aver studiato non era indispensabile, e molti idioti laureati mi hanno confermato questa teoria, quindi bastava un’intelligenza emotiva e con buone letture potevo colmare molte lacune…
Tutto vero. Ci ho pure provato. Ma quando leggo? Di giorno devo fare altro, leggere sarebbe un lusso, rimane la sera, ma come si legge se gli occhi si chiudono dopo tre righe dalla stanchezza?
Sono destinata a rimanere impreparata, mai riuscirò a colmare il mio deficit, salvo che io smetta di lavare, stirare, pulire, lavorare, fare la spesa, le commissioni, insomma tutto quello di poco erudito si fa per superare le necessità quotidiane.
E se smetto di fare quelle cose così sterili per la mente, chi le farà al mio posto?