Contro corrente

Sono giorni ormai che si sente parlare della nave sdraiata sull’isola del Giglio. Tutti i sentimenti possibili sono stati usati in questo frangente.
La paura per le persone a bordo, il dolore per i morti accertati, l’angoscia per i dispersi, il disprezzo per il comandante che pare, abbia abbandonato la nave, l’ammirazione per chi l’ha rimproverato ed esortato nel fare il suo dover, e molti altri che non sto a elencare.
Però prima di schierarmi, vorrei riflettere un attimo.
Ipotesi: se inforco la mia bicicletta e mi avventuro in autostrada, dopo pochi minuti sono segnalata alla Polizia e come minimo interrompe la mia folle corsa.
Perciò mi chiedo:
Non c’è Polizia in mare? Non ci sono gli strumenti sofisticatissimi oggi per vedere dove sono, cosa faccio e che direzione prendo??
Com’è possibile che un colosso come la Concordia passi inosservata quando sfiora il Giglio e fa il suo regolare “inchino”? 
Allora è prassi, si chiude un occhio? Forse entrambi…
Il comandante che abbandona la nave, non ha fatto certo onore alla sua divisa, ma nemmeno chi deve monitorare quotidianamente le nostre coste ha fatto tutto ciò che doveva!
Dal sito della Guardia costiera (http://www.guardiacostiera.it/organizzazione/), solo una delle regole che ho trovato…
“Protezione dell’ambiente marino, in rapporto di dipendenza funzionale dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, utilizzando sinergicamente a tal fine anche risorse (centrali operative, mezzi aereonavali, sistemi di controllo del traffico navale) già attivati per compiti di soccorso, sicurezza della navigazione e di polizia marittima”

Certamente si deve condannare chi infrange le regole, ma credo che la lode, a chi non impone di seguirle avendone l’autorità, la eviterei!