Un'amica

Sono figlia unica e questo fa si che io mi affezioni moltissimo alle persone, mi è sicuramente mancata una sorella, ma ho posto rimedio con ottime amicizie. Non scriverò delle amiche che mi leggono, sembrerebbe una sviolinata, vi parlerò invece di una donna straordinaria che ha poca dimestichezza con il computer, quindi non saprà mai che ho parlato di lei.
L’ho conosciuta moltissimi anni fa, una ragazza con tanti sogni scappata di casa, la classica “fuitina” per poter stare con l’uomo di cui era innamorata, evitando così tutta la trafila classica di quegli anni per stare insieme.
Non volevano aspettare e sono scappati. Sono approdati dalle mie parti e vivevano in una casa molto precaria, a Napoli direbbero “sgarrupata”. Spesso mi sono chiesta come riuscivano a vivere così disagevolmente e vi assicuro che disagevole non rende a sufficienza l’idea. Due stanze, una al piano terra e l’altra sopra, il “bagno “ fuori e per lavarsi usavano le catinelle e molto altro che potete immaginare..
Normale quindi chiedersi come e perché simili scelte. Mentre io mi stupivo, lei con lui viveva serena.
Non avevano bisogno di mobili lussuosi, né di vacanze ricche e non dovevano riempirsi le giornate sforzandosi, c’è era sempre qualcosa da fare senza annoiarsi. Il vuoto loro non lo conoscevano
Sono passati molti anni da allora, era mia amica, adesso è di più, il nostro legame si è fortificato. Lei è rimasta con lo stesso animo, segnata dalle fatiche, è diventata una gran mamma, lavora ancora molto e oltre alla naturale stanchezza fisica non manifesta mai scontento.
Non l’ho mai sentita dire, “Quasi, quasi mi faccio una Vuitton…” non ne sente il bisogno, tutto ciò che le serve, l’ha già: un uomo che la ama, una colonna al suo fianco, che mai è mancato.
Complimenti a entrambi e spero di cuore che un giorno io possa rivendere la mia Vuitton….
Mary.dp